Una legge per fermare le trivelle in zone sismiche

Una petizione per richiedere al governo nazionale di approvare un decreto legge di moratoria per le attività di ricerca ed estrazione nelle zone sismiche, di petrolio e gas. A lanciarla è stato Enzo Di Salvatore, professore di Diritto costituzionale italiano e comparato presso la Facoltà di Giurisprudenza di Teramo, docente presso il Master di Diritto dell’Ambiente della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Roma “La Sapienza”.

In seguito al grave evento sismico che, nel maggio 2012, ha devastato parte del territorio dell’Emilia Romagna, il Presidente della Regione ha istituito una Commissione composta di autorevoli scienziati (International Commission on Hydrocarbon Exploration and Seismicity in the Emilia Region). Tale Commissione Ichese, che si è espressa nel febbraio 2014 con il “Report on the Hydrocarbon Exploration and Seismicity in Emilia Region”, ha concluso quanto segue: “non è possibile provare e però neanche escludere che le azioni di sfruttamento del sottosuolo in atto, in prossimità dell’area colpita dalla sequenza sismica del 2012, abbiano contribuito ad “innescare” l’attività sismica registrata in Emilia nel 2012”.

La Commissione ha, inoltre, evidenziato come “la sismicità indotta e innescata dalle attività umane sia un campo di studio in rapido sviluppo, sebbene lo stato attuale delle conoscenze, e in particolare la mancanza di esperienza in Italia, non permetta l’elaborazione di protocolli di azione prontamente disponibili per la gestione del rischio sismico”. Sulla base dei risultati cui è pervenuta la Commissione, il 15 aprile 2014 la Regione Emilia Romagna ha, quindi, disposto la sospensione su tutto il territorio regionale “di qualsiasi nuova attività di ricerca e coltivazione”.

Alla luce di tutto ciò, e in conformità al Principio di Precauzione, che, sancito dall’articolo 191 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, impone di intervenire anche in assenza di una piena certezza scientifica e di prove sufficienti a dimostrare l’esistenza di un nesso causale tra l’esercizio di talune attività e gli effetti nocivi sull’ambiente e sul territorio (v. ad. es. Corte di Giustizia, sent. 5 maggio 1998, causa C-157/96, National Farmers’ Union e a., in Racc., 1998, I-2211 ss.), chiediamo che il Governo nazionale adotti un decreto-legge, con il quale si provveda alla immediata istituzione di una Commissione tecnico-scientifica, composta da esperti di provata autorevolezza, competenza e indipendenza di giudizio, cui sia affidato il compito di studiare il problema della relazione tra attività sismica e attività di ricerca ed estrazione degli idrocarburi liquidi e gassosi. Chiediamo, inoltre, che, nelle more dei lavori della Commissione, per le attività in terraferma e in relazione alle aree del territorio nazionale ad alto e medio rischio sismico, tale decreto vieti il rilascio di nuovi titoli minerari e sospenda l’efficacia dei titoli in corso.

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