La Polonia e i rimpianti non convenzionali?

Il boom dello shale gas in Polonia potrebbe essersi esaurito ancora prima di iniziare a causa del fallimento di alcuni progetti e del tentativo del Governo di aumentare le imposte sugli utili in questo promettente settore.

Il Ministro dell’Ambiente polacco ha fatto sapere che dei 39 giacimenti in cantiere per il 2013 ne sono diventati operativi solo due. Il motivo è molto chiaro. A ottobre il Governo aveva deciso di obbligare le società energetiche ad operare in partnership con un’azienda statale, e di aumentare le tasse sui profitti a quasi l’80%. Al momento questi provvedimenti non sono stati convertiti in legge, ma evidentemente sono bastati a scoraggiare le società del settore.

Un occasione persa per le molte società energetiche che avevano puntato sul Paese, ma anche per la stessa Polonia che ospita, si stima, i maggiori giacimenti di gas shale in Europa. Il Paese avrebbe potuto fare affari d’oro, facendo lievitare il PIL, e ridurre la propria dipendenza energetica dalla russa Gazprom.

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