Al via trivellazioni in tutto l’Adriatico

Il modello fallimentare delle grandi opere è in procinto di essere esportato dalla terra anche al mare attraverso la Sen, acronimo che sta per Strategia energetica nazionale. All’interno del piano c’è infatti il via libera a una messe di trivellazioni esplorative lungo tutte le coste della Penisola.

Obiettivo: la caccia a gas e petrolio, in barba ai rischi ambientali e al fatto che l’Italia, con le sue 105 piattaforme e i 766 pozzi attivi, è già oggi il terzo paese europeo per numero di impianti offshore dietro a Gran Bretagna e Olanda. Abbiamo intervistato Pietro Dommarco che spiega perché l’Italia è un paradiso per petrolieri.

”In Italia le mani dei petrolieri sono sporche di greggio, ma libere. Libere di perforare la terra e i fondali marini italiani, con royalties minime e con l’avallo di leggi “tolleranti”, spiega l’autore di Trivelle d’Italia. Nel nostro Paese, infatti, le percentuali di compensazione ambientale sono tra le più basse al mondo: per questo oggi sono centinaia le concessioni e più di 1.000 i pozzi produttivi, tra terraferma e mare.”

Ascolta l’intervista sul rischio trivellazioni in Adriatico

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Ascolta l’intervista sul progetto Tempa Rossa

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