Revisione Direttiva Via. Il Parlamento europeo regolamenta lo shale gas

L’Europarlamento ha detto “sì” alla revisione della direttiva sulla valutazione d’impatto ambientale (Via) con 200 tipologie di progetti, come ponti, porti, centrali nucleari, autostrade, discariche di rifiuti.

La Via diventa obbligatoria anche per i progetti di estrazione del gas di scisto che utilizzano la tecnologia del ‘fracking’, cioe’ la fratturazione idraulica sin ora non legalizzata e quindi vietata. Il provvedimento con 339 voti favorevoli e 293 voti contrari, ma soprattutto il mandato per negoziare con Consiglio e Commissione Ue (332 a favore, 311 contrari e 14 astensioni). Un testo finale concordato con le altre istituzioni Ue potrebbe quindi entrare in vigore entro il 2016.

Per quanto riguarda il fracking invece di porre un divieto la nuova normativa VIA, così come avevano richiesto i comitati ed associazioni aderenti alla campagna No Fracking conla richiesta agli Eurodeputati di far divieto a tale metodica, in realtà ne consente l’utilizzo. In Italia sarebbero interessate aree della pianura Padana, mentre in Basilicata vengono adottate metodiche invasive, quali l’acidificazione in pozzi orizzontali, in assenza di piani ingegneristici noti ed assenza di studi sugli impatti sui sistemi idrici di profondità e superficie al momento non indagati sul piano scientifico.

La nuova Via prevede sanzioni “proporzionate e dissuasive in caso di violazione alle norme nazionali che derivano da questa direttiva” e si applica anche a progetti prima esclusi, come le demolizioni di strutture, parchi a tema (come parchi divertimento o acquatici), campi da golf su terreni aridi. Tra l’altro, non sono più concesse ai Paesi membri deroghe speciali per esentare determinati progetti dalla Via, con l’eccezione di quelle motivate con ragione di sicurezza pubblica.

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