Argentina, fracking e repressione

In Argentina il fracking è diventato ormai sinonimo di repressione. Ad accompagnare le promesse da Eldorado fatte dal governo nazionale e provinciali di Neuquen, Rio Negro, Chubut e Entre Rios riguardo allo shale e tight gas, le cui estrazioni dovrebbero risolvere la crisi energetica in cui versa il paese e risollevare i problemi dell’occupazione, ci sono sempre di più le divise delle polizie provinciali e della Gendarmeria Nacional che spesso a manganellate e altrettanto spesso col piombo ribadiscono l’ordine arrivato dagli Stati Uniti, fratturare e estratte il più possibile.

Se però Neuquén e Chubut sono province che storicamente hanno fatto del petrolio una delle loro matrici produttive, le altre stanno subendo una trasformazione petrolifera radicale. Entre Rios per esempio ospita nel suo sottosuolo l’acquifero Guaranì la riserva d’acqua sotterranea più grande del mondo che andrebbe intaccata con il progetto di Frattura idraulica nella provincia della mesopotamia argentina a nord di Buenos Aires. Repressione e fracking, l’esperienza di Neuquén insegna: già dal 2011 la repressione contro la comunità mapuche Gelay ko, per l’installazione nel suo territorio della prima trivella per estrarre idrocarburi no convenzionali, ha generato un conflitto molto duro.

Proprio in seguito a questo conflitto la guida della comunità Cristina Linkopan, morirà a soli 30 anni stroncata dall’ipertensione polmonare. Ancora a Neuquén il 28 agosto 2013 la polizia respinse la manifestazione contro l’accettazione del governo provinciale del contratto segreto tra YPF e Chevron per le trivellazioni e perforazioni del giacimento Vaca Muerta sparando sui manifestanti, colpendone uno in prossimità del polmone destro. Questa volta è toccato ai membri delle Assemblee di Entre Rios, Asamblea di Concordia, di Colon, di Concepcion del Uruguay e del Foro Wajmapu che, allo scoccare della mezzanotte del 3 agosto, si sono visti aggredire dall’Escuadron 4 della Gendarmeria Nacional Argentina, subendo una rimozione forzate delle percosse e l’arresto.

Rei di intralciare il traffico pubblico della Ruta Internacional 15, che porta fino in Uruguay, stavano facendo un blocco stradale selettivo. Un’azione volta a impedire che i camion rimorchio, che trasportavano i veicoli per le prove sismiche, accedessero al territorio entreriano e procedessero ai rilevamenti. Al momento sono quattro gli arrestati Horacio De Carli, Bernardo Zalisñski, Facundo Scattone Moullins e Francisco Domingo. Il commissariato di Concordia ha ricevuto molte chiamate da parte di compagni e anche di politici, che si sono sincerati sullo stato dei compagni arrestati.

L’arresto è illegale perché effettuato senza il mandato del giudice. La strategia intimidatoria messa in atto dalle forze di polizia e da quelle politiche al governo dimostrala loro codardia e la sottomissione a un piano eco genocida come il fracking. La corsa al gas shale sta riconfigurando il piano geopolitico mondiale e scatenando conflitti come in Ucraina. L’Argentina e in particolare le Province di Entre Rios Neuquén e Rio Negro, sottomesse al dominio a stelle e strisce stanno obbedendo con tutto le loro forze agli ordini dall’alto, giocando con la vita di chi si oppone. Le assemblee hanno già indetto una manifestazione di sostegno.

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