Con lo “Sblocca Italia” più trivelle

Nel decreto “Sblocca Italia” sono previste norme che consentiranno di attivare “cantieri pronti per un totale di 560 milioni”. Il pacchetto include anche le opere finalizzate all’incentivazione dell’estrazione di petrolio e gas naturale in Sicilia e Basilicata. Il governo avrà poteri sostitutivi in caso di “stato di inerzia”.

L’effetto sull’occupazione, secondo le stime del governo, sarà di 100 mila nuovi posti di lavoro, di cui 40 mila derivanti dal petrolio, mentre il risparmio in bolletta energetica potrebbe essere pari a 200 miliardi 20 anni. Stime che traducono quanto indicato nel nuovo accordo del Memorandum che prevede il raddoppio delle estrazioni in Basilicata e la risoluzione petrolifera votata dal Consiglio regionale. Misure che prevedono di estrarre solo in Val d’Agri 129 mila barili al giorno, ai quali andranno aggiunti i 50 mila del progetto Tempa Rossa e della concessione di coltivazione Gorgoglione, della Total, dove fervono i preparativi per la costruzione del terzo centro olio lucano, dopo quelli di Viggiano e Pisticci, approntando le strutture temporanee ove ospitare gli operai che stanno lavorando nell’area, “tenendo ben lontani – come sottolinea l’Organizzazione lucana ambientalista – questi lavori da occhi indiscreti, che si svolgono in un’area resa isolata dal punto di vista dell’accessibilità, ed al centro di indagini della Magistratura”.

In Val d’Agri, invece, l’Eni avrebbe già acquisito i terreni, in parte pubblica, (Comune di Viggiano, ndr) ed in parte privata, situati a sud-est del centro olio ove è previsto un ampliamento dell’area industriale gestita dal Consorzio Asi, retto dal commissario Donato Salvatore, dove sarebbe prevista la realizzazione di ulteriori linee per il trattamento del greggio e del gas. Inoltre, “Eni – come sottolinea la Ola – avrebbe intavolato una trattativa con il governatore Marcello Pittella per sbloccare i pozzi ‘Pergola 1’ di Marsico Nuovo (dove il primo cittadino ha già autorizzato la strada di accesso) per il quale mancherebbe il parere dell’Autorità di Bacino del Sele, ‘Cerro Falcone 7’ e ‘S.Elia 1’ a Marsicovetere e quelli ‘Caldarosa 2 e 3’ nel Comune di Calvello (che hanno incassato i pareri contrari del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali), ‘Monte Enoc 6 e 7’ nel Comune di Viggiano dove Eni vorrebbe realizzare anche una centrale di pompaggio per il nuovo pozzo di reiniezione situato più a monte – presso la Montagna di Viggiano – in attesa di sbloccare il pozzo di reiniezione ‘Monte Alpi 9 Or’, sul quale l’assessore regionale all’Ambiente, Aldo Berlinguer, ha tenuto uno stretto riserbo nonostante la risposta parziale data alla nostra Organizzazione”.

Al pozzo ‘Monte Alpi 9 Or’ l’Eni non vorrebbe rinunciare, nonostante il parere contrario del Comune di Grumento Nova, sulla cui amministrazioni verrebbero esercitate forti pressioni per rivedere la posizione dell’ex sindaco Vincenzo Vertunni.

Questo, più o meno, il quadro che andrebbe a delinearsi per la Basilicata. Ma lo “Sblocca Italia” – in virtù di una delle sue principali linee guida, ovvero quella dedicata all’energia – è stato concepito per promuovere ed incentivare, su tutto il territorio nazionale, lo sviluppo delle risorse nazionali di greggio e di gas, nonché quelle geotermiche, così come i progetti di stoccaggio in itinere, purché con valenza strategica. Pertanto, il panorama energetico italiano potrebbe cambiare esattamente nella direzione dettata dalla Strategia energetica nazionale (Sen). La Sen, infatti, ha messo da tempo nel mirino regioni come Sicilia e Abruzzo ed aree come la Pianura Padana (Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna). A queste – oltre ai progetti di trivellazioni nel mar Jonio e nel mar Adriatico – è stata tirata dentro anche la Puglia e soprattutto Taranto e l’area della raffineria Eni, per via della sua configurazione da terminale del progetto Tempa Rossa della Total. Sembrerebbe, infatti, che nel decreto “Sblocca Italia” è contenuto un finanziamento di circa 90 milioni di euro da destinare all’adeguamento del Porto. Proprio dove sono previste nuove misure di “accoglienza” del greggio lucano estratto nella Valle del Sauro. È chiaro che per far andare in porto le linee guida energetiche dello “Sblocca Italia” – più trivelle per tutti – è necessario approvare la modifica del Titolo V della Costituzione e spogliare gli enti locali di qualsiasi velleità decisoria in materie di energia. Approvazione che dovrebbe arrivare nei prossimi giorni.

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