Il gas russo in Val Basento e la seconda trattativa segreta

Tra la Geogastock spa e la Regione Basilicata sarebbe in atto una seconda “querelle” legata al mega-stoccaggio di gas russo in Val Basento.

Infatti, nella City londinese ed a Wall Street circolerebbe una nuova barzelletta (dopo quella di piazza Affari a Milano, ndr) sul ruolo della politica regionale nelle dinamiche economiche che animano l’affare del gas russo in terra lucana, avvalorando così le voci che circolano in ambito locale, in merito all’ennesima trattativa segreta: la Regione in cambio dell’autorizzazione ambientale riceverebbe dalla società controllata da capitali russi un ulteriore assegno di 3 milioni di euro, dopo i primi 3 milioni promessi ai comuni di Ferrandina, Pisticci e Salandra contestati, in tempi non sospetti, dal Partito Democratico ferrandinese e dal suo “pacchetto Val Basento”.

In un contesto energetico internazionale – “svelato” dai dispacci di Wikileaks – ancora una volta, ad emergere è la propensione alla contrattazione, quando invece un Dipartimento ambiente dovrebbe occuparsi esclusivamente degli aspetti più squisitamente tecnici di tutela e salvaguardia ambientale e territoriale, che questo progetto potrebbe influenzare negativamente. Inoltre, la Ola (Organizzazione lucana ambientalista) e l’associazione “Ambiente e Legalità”, si chiedono perché “costringere“ la società ad uscire dai binari previsti dalla normativa italiana sulle compensazioni ambientali accettando lo “strano” mercanteggiamento locale chiesto dal PD di Ferrandina, sancito in questo nuovo accordo segreto?

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