Shale gas, la Germania ci ripensa?

Ufficialmente Berlino vuole adottare una nuova disciplina sulla fratturazione idraulica, tecnica controversa per lo sfruttamento dello shale gas. In realtà, secondo gli ecologisti, si tratta di un via libera alle esplorazioni, finora vietate.

Con la scusa di disciplinare in modo più organico le tecniche di fratturazione idraulica, il governo tedesco si appresterebbe ad autorizzare lo sfruttamento di shale gas sul proprio territorio, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza dal gas russo.

La notizia, circolata ieri, ha già sollevato un vespaio di polemiche. Gli ecologisti hanno immediatamente alzato la voce, sottolineando come quella proposta da Berlino non sia altro che un via libera al fracking, nonostante i rischi ambientali ad esso legati. “Con questa norma, la fratturazione sarà di fatto autorizzata sull’86% del territorio”, ha denunciato il deputato verde Olivier Krischer. Tanto che lo stesso ministro dell’Ambiente socialdemocratico Barbara Hendricks ha dovuto precisare che la nuova regola dovrebbe riguardare unicamente il tight gas (un altro gas non convenzionale). “Non soltanto penso che la fratturazione sia una cattiva soluzione, ma credo anche che la tutela dell’acqua potabile e della salute siano delle priorità assolute”, ha aggiunto il membro del governo tedesco.

Nei prossimi giorni lo scontro non si attenuerà: il governo potrebbe scegliere di non rinunciare ai 476 miliardi di metri cubi di riserve recuperabili nel proprio sottosuolo. Nello scorso mese di marzo, d’altra parte, la cancelliera Angela Merkel aveva dichiarato che la crisi in Ucraina obbligherà la Germania ad elaborare “un nuovo modo di vedere la propria politica energetica”.

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