Stop allo shale gas, la Francia attende il giudizio del Consiglio costituzionale

Il ministro dell’Ecologia ha spiegato che qualora la legge fosse dichiarata incostituzionale, il governo preparerà un nuovo testo al fine di mantenere il divieto sulla fratturazione idraulica.

In Francia si attende un pronunciamento da parte del Consiglio costituzionale in merito alla legge che impone una moratoria alle esplorazioni alla ricerca di shale gas. Ma il governo, anche qualora la normativa dovesse essere giudicata incostituzionale e dunque censurata dall’organismo supremo transalpino, ha dichiarato di essere pronto a depositare un nuovo testo. L’obiettivo, ha spiegato infatti il ministro dell’Ecologia, Philippe Martin, è di mantenere il divieto di fratturazione idraulica, tecnica di esplorazione fortemente rischiosa per l’ambiente e per la salute pubblica.

«Anche qualora fosse dichiarata incostituzionale solamente una parte della legge, proporremo una nuova disciplina, al fine di evitare “buchi” che potrebbero essere sfruttati da alcuni industriali», ha specificato Martin nel corso di un’audizione congiunta tenta di fronte alle commissioni Affari economici e Sviluppo sostenibile del Senato di Parigi. Il Consiglio costituzionale si pronuncerà il prossimo 11 ottobre sulla legge, che è in vigore da 13 luglio del 2011. Il suo intervento è stato richiesto dalla società texana Schuepbach, secondo la quale l’annullamento dei permessi di esplorazione è frutto di un’applicazione troppo rigorosa del principio di precauzione.

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