La Regione Lombardia ferma gli stoccaggi in sovrappressione

La Giunta della Regione Lombardia – con Deliberazione n.1568 del 20 marzo 2013 (seduta n.55) – ha deciso di sospendere le istruttorie in corso relative alle attività di stoccaggio di gas naturale in itinere nel territorio regionale.

L’importante provvedimento, seppur momentaneo, è arrivato dopo aver preso atto di una comunicazione dell’assessore regionale all’Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile, Claudia Maria Terzi, pervenuta alla Giunta, conseguentemente alla valutazione di alcuni elementi prescrittivi in materia di sicurezza, sia per le popolazioni interessate, sia per l’ambiente, comprese le problematiche relative alla possibilità di fenomeni sismici.

La Regione Lombardia – richiamando gli eventi sismici che hanno colpito l’Emilia Romagna nel mese di maggio 2012, con effetti anche sulle regioni limitrofe, in aree con presenza di impianti di stoccaggio e la Commissione Internazionale Tecnico-Scientifica nominata dalla Protezione Civile per la valutazione delle possibili relazioni tra attività di perforazione per gli idrocarburi e aumento dell’attività sismica – sottolinea che “tra le potenziali problematiche di sicurezza da valutare risultano quelle relative alla possibilità di fenomeni sismici sia in termini di conseguenze che un sisma può avere sulla funzionalità degli impianti che in termini di effetti sismici indotti che possono manifestarsi nella fase di perforazione dei pozzi per l’immissione e l’estrazione del gas dal giacimento, nonché nella fase di esercizio a seguito di variazioni anche rapide della pressione in giacimento”. In sostanza, vengono evidenziati i “potenziali effetti [che] possono manifestarsi in aree ad elevata sensibilità sismica per la presenza di importanti sorgenti sismogenetiche […] individuate dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), [che] interessano, in modo differenziato, gli impianti di stoccaggio lombardi in Provincia di Cremona, nella quale è presente la gran parte dei volumi di stoccaggio autorizzati”.

Sotto osservazione – e bloccati fino alla relazione conclusiva della Commissione Internazionale Tecnico-Scientifica – sotto finite le istruttorie relative all’intesa per l’aumento della pressione di
stoccaggio, superiore a quella iniziale di giacimento denominato “Sergnano”, nonché il procedimento, in sede ministeriale, di Valutazione di Impatto Ambientale relativamente all’impianto di stoccaggio “Ripalta”, propedeutico alla richiesta ministeriale di intesa alla Regione. Titolare di entrambi i progetti di stoccaggio è la Stogit, del gruppo Snam. A distanza di oltre un anno torna pertanto di attualità il binomio sovrappressione-sismicità indotta, sollevato dal mensile Altreconomia agli inizi del 2013, con la pubblicazione di una delle 6 prescrizioni date dal ministero dell’Ambiente in sede di compatibilità ambientale del progetto di “incremento di pressione massima di esercizio del giacimento di stoccaggio gas” di Sergnano, datata 15 ottobre 2012. In un colpo solo – in ottemperanza al Principio di Precauzione – le preoccupazioni delle associazioni e dei cittadini cremonesi hanno trovato riscontro.

Nel documento allegato alla Deliberazione n.1568 del 20 marzo 2013 si fa presente che in Lombardia “è allocato il 40% della capacità nazionale di stoccaggio di gas naturale in sotterraneo, con 6 impianti di stoccaggio in esercizio per un totale autorizzato di 7 miliardi di metri cubi; un ulteriore impianto, per un volume disponibile di 1 miliardo e 200 milioni di metri cubi, risulta autorizzato ma non ancora in esercizio”, che “con decreto del Ministro dello Sviluppo Economico del 5 aprile 2013 sono stati individuati sul territorio della Regione Lombardia, ulteriori 450 milioni di metri cubi di capacità di stoccaggio, da installarsi entro il 31 agosto 2015, allo scopo di rispondere alle esigenze di sviluppo strategico del settore ed assicurare sufficienti riserve per i consumi energetici nazionali, incentrati, in riferimento alla produzione di energia elettrica, sull’utilizzo del gas”. La decisione della Regione Lombardia di attivare una sorta di moratoria alle istruttorie ancora in corso, alla luce dell’assoggettabilità di questi impianti alla Direttiva Seveso, dovrebbe condurre ad ulteriori approfondimenti in merito ai piani di emergenza esterna dei principali campi di stoccaggio.

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