Eni è responsabile dei danni ambientali per lo sversamento di petrolio

Il 21 gennaio 2000, in località San Martino di Viggiano, in un incidente tra due autocisterne cariche di greggio perdeva la vita Mario Busillo, autista di uno dei due mezzi. Un’enorme quantità di petrolio contaminò alcuni terreni circostanti, sulla cui bonifica si aprì un contenzioso, lungo 14 anni, tra compagnie petrolifera ed amministrazioni locali. Oggi, a “parlare”, è il Tar Basilicata.

“Eni è responsabile dei danni ambientali per lo sversamento di petrolio”. A sostenerlo – come rende noto la Ola (Organizzazione lucana ambientalista) – è il Tar Basilicata, con propria sentenza (la n.400) depositata ieri 21 giugno 2014. Il Tribunale amministrativo regionale ha riconosciuto infondato il ricorso presentato dall’Eni contro un’ordinanza sindacale del Comune di Viggiano – la n.5 del 22 gennaio 2000 – nella quale veniva intimato alla compagnia petrolifera la bonifica di un sito interessato da uno sversamento di greggio, poi attuata dall’amministrazione comunale. Il tutto conseguente ad un incidente stradale.

I fatti raccontati dal Tar. Il 21 gennaio 2000, alle ore 9:00, un grave incidente stradale lungo la Strada Provinciale n.54, al Km. 1,600 vedeva coinvolte due autocisterne che trasportavano petrolio greggio dal pozzo petrolifero “Monte Enoc” alla raffineria Agip di Taranto. Scendendo a pieno carico da monte a valle, un’autocisterna si scontrava con un’altra autocisterna che procedeva in senso inverso. A seguito dell’urto – nel quale perdeva la vita il conducente della prima autocisterna – si verificava la dispersione di circa 25 mila litri di petrolio greggio sull’asfalto e nei terreni circostanti, con infiltrazione in un pozzo di acqua sorgiva e con compromissione della relativa falda di cui si apprende notizia solo dalla sopraccitata sentenza del Tar Basilicata. Prende così piede una vera e propria battaglia legale che vede coinvolti da una parte la multinazionale petrolifera e, dall’altra il Comune di Viggiano, che l’Eni – impugnando l’ordinanza sindacale – reputò “incompetente ad adottare l’ordinanza impugnata in base alla giurisprudenza”.

Dopo 14 anni arriva la smentita. La sentenza n.400 del 21 giugno 2014 del Tar Basilicata imputa ad Eni la responsabilità, riconducibile ad Agip, in quanto “unici soggetti cui potrebbe ascriversi la responsabilità per l’incidente”, in considerazione del fatto che “il petrolio sversato era di proprietà dell’Agip e veniva trasportato dal pozzo sito in Val d’Agri alla Raffineria Agip di Taranto. Oltretutto, si aggiunge, il rapporto fra l’Agip ed il Superconsorzio Trasporti Lucani (al quale appartenevano le autocisterne coinvolte nell’incidente) era dettagliatamente disciplinato da un accordo con relative condizioni generali che prevedeva che il vettore avrebbe risposto in proprio di qualsiasi perdita, mancanza o alterazione della merce trasportata e di qualsiasi danno e spesa che possa arrecare a cose e/o persone oltre che durante il viaggio anche durante lo scarico presso il destinatario della merce (art. 8)”. Dal canto suo, l’Eni si è sempre dichiarata estranea ai fatti che hanno portato alla situazione di inquinamento descritta, nonostante il Tribunale amministrativo sostenga che alla “bonifica dei siti inquinati debbano provvedere i reali responsabili della condizione di inquinamento per cui, come anche emerge dalla giurisprudenza formatasi in tema abbandono dei rifiuti”.

Ricordiamo che sulle operazioni di bonifica effettuate nel 2013 la Regione Basilicata ha concesso al Comune di Viggiano un’anticipazione di spesa pari a circa 20 mila euro, necessari per la rimozione dei teli e per la tombatura dei piezometri posizionati per monitorare l’inquinamento. Sulla questione i cittadini di località San Martino di Viggiano, luogo dell’incidente, attendono ancora il risarcimento dei danni, più volte richiesti.

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