26-29 giugno / A Taranto il Think Green Festival

Think Green – Festival del Giornalismo Ambientale e dell’Eco-sostenibilità – è uno “spazio pubblico” di incontro e contaminazione. Per capire oggi se e quale giornalismo ambientale è possibile a Taranto, in Italia e nel mondo. Dal 26 al 29 giugno 2014, a Taranto, in varie location. Scopri il programma completo del Festival.

Mentre il cambiamento climatico, la crisi economica globale, i mutamenti nel mondo dell’informazione, impongono a tutte e tutti un ripensamento sia dei modelli di sviluppo e produzione fino ad oggi perseguiti, sia dei mezzi e modi della comunicazione delle tematiche ambientali e sociali, non si può far finta di non vedere che il mondo è attraversato, da un polo all’altro, da conflitti e rivendicazioni di comunità insorgenti che chiedono nuovi modelli di società, non più condizionati dal profitto e dallo sfruttamento illimitato delle risorse del pianeta, ma nel rispetto dei diritti umani e dell’ambiente. Ed è anche con questo atlante di lotte, rivendicazioni, conflitti e proteste che il giornalismo ambientale deve confrontarsi. Ed è solo in questo quadro globale di rivendicazioni e diritti che Taranto può trovare una nuova strada, per venir fuori da quel ricatto tra lavoro e salute cui è stata condannata.

4 giorni intensi, ricchi di dibattiti, proiezioni, workshop, seminari e reading. Si parlerà di legislazione ambientale, del ruolo del giornalismo ambientale nel nostro Paese, di business dei rifiuti, graphics journalism, conflitti ambientali e costruzione di comunità.

La guerra del fracking
Sabato 28 giugno – a partire dalle 20:30 – a Palazzo Galeota di Via Duomo 234, si parlerà di fracking (fratturazione idraulica) in un dibattito, organizzato in collaborazione con l’Associazione A Sud ed il Centro di Documentazione sui Conflitti Ambientali (CDCA), che precederà la proiezione del documentario “La guerra del fracking”, palma d’oro a Cannes, del regista argentino Pino Solanas. Se ne parlerà con lo stesso Pino Solanas, Marica Di Pierri e Pietro Dommarco.

“La guerra del fracking” è un viaggio nel serbatoio di Vaca Muerta, in Neuquen, Felix Herrero e la ricercatrice Maristella Svampa, catturano testimonianze di abitanti della zona e di esperti sugli effetti inquinanti della tecnica non convenzionale di estrazione del gas, nota come fracking. Fracking vuol dire “fratturazione idraulica” ed è una tecnica per estrarre gas naturale anche da sorgenti non convenzionali – come le rocce di scisto o depositi profondi di carbone. Negli USA questa tecnica estrattiva si è ampiamente sviluppata negli ultimi anni, generando un crescente movimento di opposizione. Questa tecnica genera notevoli impatti sulle risorse idriche, consumando notevoli quantità di acqua e provoca rischi ambientali associati alle sostanze chimiche impiegate come additivi ai fluidi impiegati nel processo di fratturazione. In più ha un notevole impatto sulle emissioni di gas serra, in quanto le perdite di metano dal fracking sono superiori a quelle legate all’estrazione del gas convenzionale, con stime che oscillano dal 30 per cento al 100 per cento. L’impatto sul clima del gas di scisto risulta paragonabile a quello del carbone.

Anche in Italia la pratica del Fracking, su cui l’informazione è minima, rischia di essere implementata a causa della mancanza di una disciplina organica a livello europeo e di un piano energetico nazionale orientato alla transizione verso un modello poco impattante. Per questo è nata la campagna No Fracking Italia, parte della campagna globale Global Frack Down.

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