Torna la rifiuti connection lucana

Smaltimento illegale di rifiuti speciali: arrestati gestori di alcune discariche lucane. Hanno percepito 4,5 milioni di euro in poco più di un anno – tra il 2010 e il 2011 – dagli Enti locali per smaltire i rifiuti solidi urbani e trasferirli negli impianti della Basilicata, senza però trattarli prima del conferimento.

Questa mattina il Giudice per le Indagini Preliminari di Potenza, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, ha richiesto l’arresto di cinque persone, con l’accusa di associazione per delinquere e traffico illecito di rifiuti. In carcere, come riportato dalla Gazzetta del Mezzogiorno, sono finiti Giovanni Agoglia di Savoia di Lucania (Potenza) e responsabile del centro di trasferenza di Tito (Potenza) della B&B Eco, Giovanni Castellano di Matera, titolare della Castellano Costruzioni Generali srl -del Gruppo Castellano- che gestisce la discarica di Salandra (Matera) e Cosimo Guida di Policoro (Matera), titolare della Cio Impianti Rsu srl che gestisce, invece, la discarica di Tricarico (Matera). Quest’ultimo, nel 2011, rinviato a giudizio a seguito di un’inchiesta della Procura di Matera che indagava sullo smaltimento abusivo di rifiuti pericolosi ed abuso d’ufficio, in riferimento alla presenza di cloruri e metalli pesanti (cromo e piombo in particolare) proprio nella discarica di Tricarico. Ai domiciliari si trovano invece Gaetano Papaleo di Lagonegro (Potenza), uno dei responsabili della discarica di Lauria (Potenza), e Bruno Longo di Policoro, impiegato nella discarica di Tricarico. Per altre cinque persone, è scattato l’obbligo di firma e la misura interdittiva di poter accedere ai pubblici uffici. Tra questi, il sindaco di Savoia di Lucania, Felice Cavallo, nella sua qualità di direttore tecnico della B&B eco, Paolo D’Angelo di Napoli, Tiziana Ferretti di Pignola, Ida Zecconi di Napoli, Francesco Gravina di Matera, Raffaele Rosa di Avigliano e Franco Pepe che, in qualità di dirigente del settore Manutenzione urbana del Comune di Matera aveva sottoscritto con la B&B Eco il contratto per il conferimento dei rifiuti del “Bacino centro” a Matera, a partire dal 29 aprile 2011.

I rifiuti venivano raccolti nei 28 comuni del Potentino, tra cui il capoluogo -che fanno parte del “Bacino centro”- e trasportati nel centro di trasferenza di Tito. La separazione dell’immondizia e la vagliatura, come previsto dalla legge, non avveniva e tutto veniva portato “tal quale” nelle discariche lucane, con un falso codice che avrebbe dovuto attestare il trattamento. I contributi dagli enti locali venivano però regolarmente percepiti. Intanto, secondo indiscrezioni le indagini proseguono al fine di verificare altre situazioni di illegalità che aprirebbero un nuovo capitolo della rifiuti connection lucana, descritta nell’omonima inchiesta televisiva, andata in onda nel 2009 su Current TV, per Vanguard Italia.

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