WikiLeaks e la Basilicata

Gli ultimi documenti diffusi da WikiLeaks [dall’inglese leak, “perdita”, “fuga (di notizie, ndr)”] – organizzazione internazionale che divulga informazioni secretate e che rischia di mettere in ginocchio la diplomazia mondiale – riguardano in parte anche la Basilicata.

Il nesso è logico, per niente fantasioso, e può essere desunto sia dalle preoccupazioni americane sui rapporti commerciali tra Eni spa e Gazprom, sia dal primo stralcio di dispacci sull’Italia e sul premier Silvio Berlusconi, apparso sull’edizione web del News York Times di questa sera (28 novembre 2010, ndr): “Un’alleanza curiosa: I diplomatici statunitensi a Roma hanno annotato nel 2009 ciò che i loro contatti italiani hanno descritto come una relazione straordinariamente stretta tra Vladimir Putin, primo ministro russo, e Silvio Berlusconi, primo ministro italiano e magnate degli affari, inclusi «sontuosi regali», contratti energetici vantaggiosi e un «umbratile» mediatore italiano che si esprime in lingua russa. Hanno scritto che Berlusconi «sembra sempre più il portavoce di Putin» in Europa”.

In poche parole, si scrive “contratti energetici vantaggiosi”, si legge “Mega-stoccaggio di gas russo in Val Basento proveniente dal Mar Caspio, tagliando in due il mar Nero e by-passando l’Ucraina” (inchiesta pubblicata sul quotidiano Terra del 28 settembre 2010, ndr), dove una società – la Geogastock spa – controllata da capitali russi, ha deciso di ripristinare 20 pozzi (9 dei quali ancora contaminati da rifiuti tossici, ndr) che compongono giacimenti dismessi delle concessioni Eni spa “Grottole-Ferrandina” e “Pisticci”. Un progetto da 1,5 miliardi di metri cubi e 400 milioni di euro di profitto pluriennale, presentato nel 2007 e che in soli 3 anni sembrerebbe in dirittura d’arrivo, avendo già incassato il parere favorevole dei ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico e, in parte, quello della Regione Basilicata, dove ci si preoccupa di più della contrattazione economica (con il Partito Democratico in prima fila), che dei danni ai territori.

Il megastoccaggio lucano rientra in un intento internazionale complesso, legato all’approvvigionamento dell’Europa e che vede la Puglia, con Otranto, trasformarsi in “terminal” petrolifero e gassifero e la Basilicata, proprio con la Valle del Basento (dichiarata Sito d’Interesse Nazionale con decreto ministeriale del 26 febbraio 2003, ndr) in “hub” di stoccaggio e polo energetico. Tre progetti internazionali paralleli – South Stream, Tap e Poseidon – che parlano russo. Come proprio la Geogastock spa – nata da una scissione societaria con la Geogas srl – il cui capitale azionario appartiene per l’80% alla Energetic Source di Paderno Franciacorta (BS), controllata a sua volta da Avelar Energy Group, holding europea della Renova, colosso energetico guidato dal russo Viktor Vekselberg a capo dell’impero dell’alluminio e proprietario della TNK, tra le maggiori compagnie petrolifere di Russia, che opera in un patto di ferro con la Gazprom.

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1 commento



  1. FRANCESCO BUFFA DESIGNER - 3 dicembre 2010 at 20:26

    Silvio il migliore amico degli Stati Uniti sempre pronto a sostenere le amministrazioni Clinton, Bush e Obama.! – il migliore amico dei Libici sempre pronto a sostenere il regime di Gheddafi! – il migliore amico dei Russi sempre pronto a sostenere l’amministrazione Putin! – ovviamente il migliore amico degli Italiani! – cosi altruista! Ricco e intelligente ci farà persino risparmiare sulle bollette del gas di riscaldamento, quello per cucinare . . . . se ne è occupato personalmente, pensa proprio a tutto! – grazie! – e se le bollette dovessero aumentare, per riscaldarci nelle fredde notti invernali, ci ha insegnato a ballare il BUNGA BUNGA!

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