Il premier Letta apre allo shale gas. Zaratti (Sel): “Letta sbaglia sullo shale gas”

“La priorità assoluta in campo energetico per noi resta lo sviluppo delle fonti rinnovabili”.

Lo dice il premier, Enrico Letta, che intervenendo in Senato alla vigilia del vertice Ue, ha sottolineato la necessità di “una politica realistica del cambiamento climatico dopo il 2020” ma anche “un atteggiamento aperto e non penalizzante per lo sfruttamento delle fonti di energia prodotte in Europa come lo shale gas” Letta ha ricordato che il Consiglio “tornerà sui temi dell’energia domani, due anni dopo la riunione del febbraio 2011, per valutare i progressi nella costruzione di una politica energetica europea e affrontare in particolare quattro punti: il completamento del mercato interno dell’energia dal punto di vista sia della regolazione sia delle infrastrutture fisiche dell’interconnessione di rete, comprese le reti intelligenti. La promozione di investimenti, anche nell’ambito della definizione di un quadro di riferimento per le politiche in materia di cambiamento climatico ed energia dopo il 2020, la diversificazione delle fonti di approvvigionamento e lo sfruttamento delle fonti di energia prodotte in Europa; infine, l’efficienza energetica”.

Per l’Italia, ha proseguito Letta, “la priorità assoluta in campo energetico resta lo sviluppo delle fonti rinnovabili. Il filo rosso che lega tutti gli altri temi è il contenimento dei prezzi dell’energia, oltre che naturalmente il contributo della politica energetica alla competitività dell’intera economia, italiana ed europea. È un’evoluzione niente affatto scontata: nell’agenda energetica europea, infatti, ora trovano finalmente piena legittimità espressioni come competitività, costi per le famiglie e per le imprese ed attenzione ai soggetti vulnerabili”. “Si tratta di uno sviluppo importante per il nostro Paese, – ha aggiunto – dato che ancora oggi abbiamo un costo dell’energia più alto di quello di tutti gli altri partner europei e dei nostri competitor internazionali. Insisteremo poi perché vi siano una politica europea di sostegno per gli investimenti infrastrutturali e per il completamento delle interconnessioni, nonché un forte impegno nei confronti delle esigenze delle imprese ad alta intensità energetica. Chiederemo una politica realistica del cambiamento climatico dopo il 2020 e invece un atteggiamento aperto e non penalizzante per lo sfruttamento delle fonti di energia prodotte in Europa come lo shale gas. Porremo enfasi sulla necessità di progressi sull’efficienza energetica, settore in cui l’Italia ha una leadership ed un’esperienza ormai innegabili. Sarà infatti da valutare con grandissima attenzione – ha concluso Letta – anche la proposta, avanzata di recente nel Libro verde della Commissione sul quadro delle politiche energetiche e climatiche del 2030, di fondere in un unico obiettivo le misure attinenti alla produzione di energia rinnovabile, alla riduzione dell’emissione di gas serra e all’incremento nell’efficienza energetica attualmente esplicitate nel triplice cosiddetto obiettivo 20-20-20″.

“È un grave errore che sia proprio l’Italia, paese ad alto rischio sismico, a fare in Europa la battaglia a favore dello shale gas”. Lo afferma il deputato di Sinistra Ecologia Libertà, Filiberto Zaratti, componente della Commissione Ambiente della Camera in riferimento alle parole del Presidente del Consiglio Letta da Bruxelles.

“Come è noto il processo di estrazione del gas di scisto può avere conseguenze sulla sicurezza sismica. Proprio oggi in Commissione Ambiente durante l’audizione del Ministro Orlando ho ribadito che prima di avventurarsi nello sfruttamento di questa fonte energetica è quanto mai necessario un approfondimento circa i rischi ambientali e i costi di produzione. Alla mia sollecitazione il Ministro non ha dato alcuna risposta. Evidentemente già sapeva cosa si stava muovendo a Bruxelles. Noi – conclude il deputato di Sel Zaratti – continueremo a vigilare perché prima di qualunque investimento o iniziativa siano sciolte tutte le incognite che possono pesare sul futuro delle nostre comunità”.

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