Il Tap nelle mani di Blair

Il consorzio azero Shas Deniz ha deciso di affidarsi all’ex primo ministro britannico, Tony Blair, per riuscire a far digerire alle popolazioni pugliesi il progetto del gasdotto Tap, che dovrebbe portare in Europa, via Italia, fino a 20 miliardi di metri cubi di gas all’anno dal mar Caspio. L’ex primo ministro britannico, Tony Blair – insieme con l’ex ministro degli esteri tedesco Hans-Dietrich Genscher e Peter Sutherland, ex presidente BP

Nuovo attacco petrolifero alle Canarie

Al largo delle Isole Lanzarote e Fuerteventura torna il rischio derivante dalle attività di ricerca e di estrazione petrolifera, da parte di Repsol, Genel e Cairn Energy, con la complicità del governo spagnolo. Da una parte circa 200 mila firme di opposizione al progetto, dall’altra il Tribunale superiore della Spagna. “Le entrate di queste due isole orientali (Lanzarote e Fuerteventura, ndr) provengono principalmente dal comparto turistico balneare: 4 milioni di

Enel compra lo shale gas Usa. E l’ambiente?

Nell’annuncio agli investitori Cheniere Energy conferma di aver stretto gli accordi per 20 anni con Enel e Endesa (controllata spagnola dell’azienda semistatale italiana) per un totale di circa 3 miliardi di metri cubi di gas l’anno. A Enel, e quindi in Italia, andrà un terzo della fornitura pari a 1 miliardo di metri cubi. Il resto sarà consegnato in Spagna a Endesa. L’idrocarburo verrà estratto dai giacimenti di shale gas

In Spagna è sciame sismico da stoccaggi

In Spagna un’équipe di sismologi dell’Instituto Geografico Nacional ha individuato nel progetto di stoccaggio di gas Castòr la causa dello sciame sismico al largo del Golfo di Valencia, come raccontato da oltre un mese da Meteoweb.  E dall’Università di Napoli avvertono: “Dalla sismicità indotta causata direttamente dalle iniezioni di gas ad alta pressione nel sottosuolo instabile tettonicamente alla sismicità attivata dai pompaggi, il passaggio può essere inaspettato e drammaticamente disastroso”.

Giacimenti di shale e tight gas. La mappa europea

I programmi delle compagnie petrolifere alla ricerca di gas e petrolio non convenzionali non risparmiano nessun Paese del vecchio continente. Dai gruppi anti frack irlandesi ci informano che paesi come l’Olanda, il Belgio, Inghilterra, Scozia, Irlanda, Austria, Germania, Danimarca, Francia, Spagna, Portogallo, Polonia, Bulgaria, Lituania, Ucraina, Romania, Croazia, Bosnia, Serbia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovenia, Slovacchia, Svizzera e Italia, sono tutti interessati da potenziali giacimenti di shale gas (gas da scisto)