Tempa Rossa e il monitoraggio che non c’è

Il centro olio Total di Corleto Perticara, in provincia di Potenza, sta sorgendo in assenza di un piano di monitoraggio ambientale. Siamo nella valle del Sauro, ma sembra di vivere nel Far West. Non solo perché, per realizzarlo, è stato mutato il paesaggio e spianata una montagna. Quello di Tempa Rossa è un progetto petrolifero che risale agli anni Novanta, quando la multinazionale francese incassa le autorizzazioni necessarie per l’esplorazione

Oilgate, lo scandalo petrolio

Ci sono il Centro Olio di Viggiano -di Eni- e il progetto Tempa Rossa – di Total -, entrambi in Basilicata, nei due filoni dell’inchiesta coordinata dalla Direzione nazionale antimafia e dalla Procura di Potenza che ha portato il 31 marzo all’arresto di 7 persone e alle dimissioni del ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi. Sessanta, in tutto, gli indagati. Tra le ipotesi, anche quella di disastro ambientale. Sessanta indagati,

Sblocca Italia: 95 Comuni lucani a rischio trivelle

Il totale complessivo della superficie assoggettata a titoli minerari vigenti o in attesa di approvazione è di 7.322,65 chilometri quadrati, e rappresenta oltre il 78% della superficie regionale. Con la conversione in legge del decreto promosso dal governo a fine agosto, l’iter autorizzativo “passa” dalla Regione al ministero dell’Ambiente. La prima (e i cittadini lucani) non avranno più voce in capitolo. L’analisi di Pietro Dommarco, autore del capitolo “energetico” del

Reportage dal paradiso dei petrolieri

“La vocazione del custodire non riguarda solamente noi cristiani, ha una dimensione che precede e che è semplicemente umana, riguarda tutti. È il custodire l’intero Creato, la bellezza del Creato, come ci viene detto nel Libro della Genesi e come ci ha mostrato san Francesco d’Assisi: è l’avere rispetto per ogni creatura di Dio e per l’ambiente in cui viviamo”. Papa Francesco – a marzo 2013 – nel pronunciare queste

Stoccaggi, che fine ha fatto il rischio industriale?

La “direttiva Seveso” impone di tenere sotto controllo alcuni impianti industriali considerando i pericoli causati da eventuali incidenti rilevanti. Da fine 2009, dovrebbe essere applicata anche agli impianti utilizzati per immagazzinare gas naturale: nessuna istruttoria è però terminata. Mancano i Piani di emergenza esterna e l’Italia non rispetta la legge comunitaria. L’articolo 38 della legge “Sblocca-Italia”, la n.164 dell’11 novembre 2014, conferisce ai progetti di stoccaggio sotterraneo di gas naturale