Di chi è l’energia?

I danni ambientali provocati dai texani di casa nostra sono a carico di tutti. Ce la regalano il sole e il vento. A volte, ce la regala anche il sottosuolo. Ma di chi è, allora, l’energia? Secondo Riziero Zaccagnini, ex sindaco di Tocco da Casauria (PE), uno dei comuni più ventosi d’Italia, dovrebbe essere di tutti, non solo di chi arriva primo a raccoglierla con una pala eolica. E così

Paradiso per petrolieri

Intervista alla professoressa Maria Rita D’Orsogna. Costi minimi e normative arretrate a tutela dell’ambiente e della salute. Ecco spiegati oltre mille pozzi per estrarre il greggio nel nostro Paese. “In altri Paesi del mondo ai petrolieri vengono applicate speciali tasse, perché si riconosce che l’attività petrolifera risulta essere altamente lucrativa” spiega il professore associato presso il Dipartimento di Matematica alla California State University di Northridge. La crisi libica apre nuovi

Uccellacci e uccellini

Scandalo Fenice. 10 anni per vuotare il ‘sacco’. 10 lunghi anni di omissioni, insabbiamenti, e coperture strategiche. Di smentite e contro–smentite. Di menzogne e finte verità. Di losche manovre e interessi capitali. Di devastazioni ambientali ed effetti collaterali. E sullo sfondo, le responsabilità della politica, il ruolo della magistratura, l’instancabile azione di denuncia delle associazioni e dei comitati cittadini. In attesa che l’inchiesta giudiziaria faccia piena luce, cosa nasconde ancora

Geogastock sì, Geogastock no

“Geogastock sì, Geogastock no”. È questo il titolo della puntata radiofonica andata in onda sabato 15 ottobre su Radio Laser, nel corso di Reset, l’approfondimento settimanale di politica, società ed attualità, ideato dal giornalista Antonio Grasso. Opinioni a confronto sul progetto di megastoccaggio di gas russo in Basilicata, nella Valle del Basento, della Geogastock spa, nata da una scissione societaria con la Geogas srl – il cui capitale azionario appartiene

Spa in Basilicata. Le vicende di EDF e Geogastock su Radio Radicale

In Basilicata l’inceneritore EDF-Fenice spa, uno dei più grandi in Europa per lo smaltimento dei rifiuti industriali automobilistici, da oltre due anni continua ad inquinare la falda acquifera del fiume Ofanto e l’area occupata. Le ultime notizie in merito raccontano di una proroga di circa 45 giorni per l’approvazione del “documento di analisi del rischio” – causa assenza dell’ASL di Venosa e dell’amministrazione provinciale in rappresentanza del Consorzio di sviluppo