Pietro Dommarco

Torna lo spettro del nucleare

Con cadenza storica (1963-1978–2003) ritorna in Basilicata lo “spettro nucleare”. Questa volta però la strategia dei nuclearisti ad oltranza è mutata. Il governo deciderà l’ubicazione dei siti dopo aver elargito le royalties ai Comuni, pagate dai contribuenti attraverso la bolletta della luce (vedasi componente A2). Questa volta però c’è l’aggravante che, a gestire la partita nucleare, saranno direttamente le società private, ovviamente finanziate dallo Stato. Proprio oggi (13 Maggio 2009, ndr)

Le bugie hanno le gambe corte

La massima dirigenza del Parco nazionale Appenino Lucano Val d’Agri-Lagonegrese non faccia finta che l’area protetta non esiste. Dichiarare la compatibilità tra parco e petrolio è atto assurdo. Durante una conferenza stampa indetta dal Commissario del Parco Nazionale della Val d’Agri-Lagonegrese, Domenico Totaro, sono state rilasciate alla stampa dichiarazioni non solo inesatte, ma addirittura tendenziose e miranti a legittimare una presunta compatibilità tra “parco e petrolio”. Un esempio emblematico delle

Basilicata, sconosciuti dati inquinanti pericolosi

Silenzio su quantità immesse nell’aria di idrogeno solforato, benzene, Ipa e Cov. Nella Basilicata – considerata ancora “isola felice”, per via delle tante risorse territoriali: acqua, parchi, petrolio e che la storia ha provveduto a smentire presentando un altissimo tasso di emigrazione, di conseguente spopolamento, di disoccupazione e di sviluppo mancato – un’altra pagina nera, come quell’”oro” estratto, racconta differenti dinamiche. Nell’ambito dell’azione di monitoraggio ambientale – dove le compagnie

Il volto sporco della Basilicata

Nel corso di due sedute della Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse, tenutesi tra il 1997 e il 1998, è emerso il racconto di una Basilicata “terra di nessuno”, destinazione ideale per i grandi traffici di sostanze tossiche provenienti dalle industrie del Nord, nonché luogo silenzioso per lo smaltimento di rifiuti tossici e nocivi nei pozzi di petrolio e gas esausti. C’è

Val Basento immondezzaio d’Italia

Sono 3,5 milioni le tonnellate di rifiuti tossici e nocivi che negli ultimi 10 anni sono arrivati, da tutta Italia, in Val Basento. Che con i suoi 3.400 ettari di estensione è una delle aree industriali più grandi del Meridione. Negli ultimi dieci anni la Giunta regionale della Basilicata ha consentito – per mezzo di una deroga alla Legge regionale n.59 del 1995 – lo smaltimento di 351 mila tonnellate