Tempa Rossa e il monitoraggio che non c’è

Il centro olio Total di Corleto Perticara, in provincia di Potenza, sta sorgendo in assenza di un piano di monitoraggio ambientale. Siamo nella valle del Sauro, ma sembra di vivere nel Far West. Non solo perché, per realizzarlo, è stato mutato il paesaggio e spianata una montagna. Quello di Tempa Rossa è un progetto petrolifero che risale agli anni Novanta, quando la multinazionale francese incassa le autorizzazioni necessarie per l’esplorazione

Danimarca, le autorità bloccano un pozzo di shale gas

Le autorità della Danimarca hanno reso noto mercoledì di aver bloccato un cantiere di sfruttamento di shale gas gestito dalla multinazionale francese Total. La ragione della decisione è legata all’utilizzo di un prodotto chimico vietato dalla legge del Paese scandinavo. «Si tratta di una sostanza non autorizzata», ha spiegato all’agenzia AFP Ture Falbe-Hansen, portavoce della direzione generale per l’Energia. Secondo la televisione pubblica DR, il prodotto incriminato si chiama Null

Il Sud dentro al barile

Nella Valle del Sauro, in Basilicata, i cittadini si oppongono al progetto “Tempa Rossa”, giacimento da 50 mila barili di greggio al giorno di Total, Shell e Mitsui. Entro il 2016 dovrebbero entrare in attività 8 pozzi, tra Gorgoglione e Corleto Perticara. Ma è un affare anche pugliese, visto il coinvolgimento dell’oleodotto Viggiano-Taranto. A metà luglio il presidente del Consiglio Renzi aveva definito “comitatini” le realtà che si oppongono alla

Fracking della Total in Gran Bretagna

La francese Total è il primo colosso petrolifero a cercare gas di scisto in Gran Bretagna. Il gruppo ha acquisito una quota del 40% in due permessi di esplorazione e di produzione tramite la controversa tecnica detta ‘fracking’ nel bacino di Gainsborough Trough, nel Lincolnshire, nord Inghilterra. La società britannica IGas realizzerà le prime esplorazioni e Total subentrerà una volta che il progetto sarà in fase avanzata. Sempre oggi il

Trivelle, la Basilicata raddoppia

In Gazzetta Ufficiale il decreto che rende operativo il “Memorandum d’intesa sul futuro estrattivo della Basilicata” tra Regione e governo. Secondo l’esecutivo, garantirà “17 miliardi di euro di investimenti, oltre 100 mila posti di lavoro addizionali”. L’obiettivo è produrre il 14% del fabbisogno nazionale di greggio. Per venti anni verranno liberalizzate le concessioni estrattive, la cui gestione passa a Roma. Viene meno, così, il ruolo delle amministrazioni locali: chi penserà